Calma Lucretia. Non c'è nessun motivo di essere nervosa.
Continuavo a ripetermelo, ma non serviva a granchè. Sistemai l'orlo stropicciato del vestito, tirandolo fino alle ginocchia. Era troppo corto? O magari troppo lungo? Lo sapevo, avrei dovuto procurarmene un altro
e le scarpe? Erano così vecchie e rovinate
Mi alzai ed andai a specchiarmi nell'acqua della piccola fontanella, che rifletteva il cielo plumbeo al tramonto.
Per un attimo mi sembrai orribile. Provai a ricordare come poteva essere una ragazza vera, normale: la pelle color pesca, morbida e liscia, i capelli di seta dorata, gli occhi celesti che brillavano di speranza
sarebbe stato bellissimo essere così. Mi sarei sentita come un angelo.
Ma io non sono un angelo. Sono una zombie. Quindi mi risciaquai il viso per togliere eventuali macchie di fango, mi sistemai i capelli secchi e ingarbugliati e spolverai il vestito elegante che indossavo da
beh, da un po'.
Controllai un po' in giro: ormai, vista l'ora, tutti i fiori si erano chiusi, perciò presi un giglio finto dalla tomba più vicina e me lo sistemai nei capelli. Tornai a specchiarmi nell'acqua e sorrisi al mio riflesso: ecco, così era molto meglio.
Tornai a sedermi sulla lapide dove aspettavo poco prima. Ormai, durante l'attesa, l'avevo già letta e riletta centinaia di volte: In memoria di Clementine Bale. (1948-2007) Moglie affettuosa. Madre premurosa. Non sarai mai dimenticata. In alto, una foto sbiadita color seppia di una donna dall'aria austera, che non mi dava l'impressione di essere ne' affettuosa ne' tantomeno premurosa. Non l'avevo mai incontrata di persona, ma sapevo che gli altri inquilini del cimitero erano soliti chiamarla "vecchia strega" o qualcosa del genere. Non che uscisse spesso a chiaccherare.
Mi sistemai di nuovo il vestito. Calma Lucretia
mi rimproverai. Fai un bel respiro
Beh, non ho davvero bisogno di respirare, se non per parlare. Però mi piace la sensazione dell'aria che entra ed esce dai polmoni. Mi fa sentire come una persona viva, e per un attimo mi fa credere di esserlo ancora.
«Ti ho fatta aspettare?»
Scattai in piedi e ringraziai il cielo di non poter arrossire. «Ehm, no, ecco
sono arrivata in anticipo, sono qui da un po'
ma non sei tu in ritardo, anzi è colpa mia, ecco
»
Mi sorrise, incerto. Ricambiai, imbarazzata.
Silenzio.
Quello sì che era imbarazzante. Spostai il peso da un piede all'altro e mi feci avanti. «Allora, Claude
dove mi porterai stasera?»
Lui sorrise di nuovo e si avvicinò un po', fluttuando nell'aria. «Temevo non l'avresti mai chiesto.»
Ridemmo entrambi, finalmente a nostro agio.
«Ti piace il Luna Park, Lucretia?»
Fantastico. Fantastico. Fantastico. Era tutto assolutamente fantastico. Non ero mai stata in un luna park in vita mia! E anche se a prima vista quello poteva sembrare abbandonato
per noi non-morti non lo era per niente. Grazie agli ex proprietari (ormai passati a miglior vita, ma ancora legati fortemente a quel luogo) aveva mantenuto la sua attività. E la sua fama, tra l'altro meritata, di essere infestato, teneva lontani gli ospiti indesiderati.
«Tutto bene?» mi chiese Claude con la sua voce flebile, vedendomi un po' titubante. Annuii e mi portai al suo fianco. Non ero mai andata così lontana dal cimitero. Una volta mi ero azzardata a varcare il cancello, da sola, e un gruppo di ragazzi vivi che passava per la strada aveva riso di me dandomi della "schizzata", o qualcosa del genere. Ma vicino a Claude mi sentivo più sicura, nonostante le persone vive non potessero ne' vederlo ne' sentirlo.
Claude era un fantasma. Eravamo coetanei di sepoltura, ovvero eravamo morti più o meno alla stessa età. Anche se lui era lì da molto più tempo
Il primo giorno che ero uscita dalla tomba ero come tutti gli altri zombie: affamata. Perciò mi stavo preparando ad uscire dal cimitero per un buon pasto, quando
ho visto lui. O meglio, ho visto la sua lapide. La sua foto
era così bello. Poco più in basso, inciso con un elegante carattere c'era il suo nome: Claude.
Fu come se si fosse inciso anche nella mia testa.
Lo rimasi ad aspettare per giorni; purtroppo non usciva spesso. Ma quando finalmente riuscimmo a presentarci scoprii che non era solo bello nell'aspetto, ma anche nel cuore. E poiché noi non possediamo propriamente un cuore, mi sembrò ancora più affascinante.
E quel giorno, dopo tante indecisioni, ero riuscita ad avere un appuntamento con lui! O qualcosa del genere, insomma.
Ci avvicinamo all'entrata sorridendoci e ci fermammo davanti alla cabina malconcia.
«Due persone?» chiese con stanchezza il grasso uomo semitrasparente al suo interno.
Claude annuì e quello ci lasciò passare.
Non riuscirei mai a raccontare ciò che successe quella notte. So solo che fu
incredibile. Andammo sulle montagne russe e ne rimasi talmente terrorizzata che mi ripromisi di non andarci mai più. Poi salimmo su quella giostra con i cavalli e ci divertimmo molto a far finta di rincorrerci. Ammirammo il cielo stellato dall'alto della ruota panoramica e poi continuammo a parlare fino quasi al mattino. Era tutto così bello
finchè non successe una cosa un po' imbarazzante.
Beh, c'è una cosa
il mio corpo ha un punto debole. Il mio ginocchio sinistro a volte tende a
spezzarsi. Non so nemmeno io bene perché.
Tornando a noi, mentre scendevo dalla ruota panoramica, il mio vestito si impigliò nella porta della cabina, io caddi in avanti e, quando alzai lo sguardo, mi trovai di fronte il mio piede.
«Oh no
» mormorai, piena di vergogna.
«Lucretia? Stai bene?» Il tono di Calude era molto preoccupato, ma non volevo che vedesse cosa mi era successo.
«Si!» mi affrettai a rispondere, raccogliendo il mio arto e mettendomi in ginocchio. «Sto bene, ma resta indietro per favore
non voglio che guardi
»
Incurante delle mie parole, si avvicinò cautamente e aspettò che mi alzassi. Quando vide cosa tenevo in mano, trasalì per un attimo.
«Non è niente, sto bene
» lo rassicurai.
«Sei sicura? Non ti fa male?»
«Non preoccuparti, non sento dolore. E posso sistemarla in un attimo.» gli dissi sorridendo.
Infilai una mano in tasca e tirai fuori il mio kit da cucito. Claude osservò attentamente tutto il processo di riparazione, senza mostrare altri segni di sconcerto.
«Ecco, visto?» mi alzai, per mostrargli che potevo camminare di nuovo e lui sembrò più tranquillo.
«Uhm
è quasi mattina.» gli dissi. «Forse è meglio tornare al cimitero.»
Per un attimo mi sembrò che il suo viso si rabbuiasse.
«Si, hai ragione.»
Sulla via del ritorno mi sentii malissimo. Sarebbe potuto andare tutto bene, e invece qull'ultimo imprevisto aveva rovinato tutto. Di sicuro non gli sarei sembrata più la stessa; sarei diventata la "ragazza Frankenstein"...
«Cosa c'è che non va, Lucretia?» Eravamo arrivati al cimitero e non me n'ero nemmeno accorta. Il sole stava per sorgere.
«Non c'è niente che non va.» risposi sorridente. «La serata è stata bellissima, Claude.»
«Però
?»
«Davvero, sto bene!» mi sforzai di dire. «Non mi ero mai divertita così, ne' da viva ne' da morta, ed era da così tanto che volevo uscire con te
tu sei stato così gentile e il luna park era bellissimo e poi
»
«Lucretia
»
In quel momento mi toccai una guancia e mi accorsi che stavo piangendo. Lacrime di sangue. Non mi era mai successo.
Singhiozzando, mi misi a sedere su una lapide e mi pulii il viso con l'orlo del vestito. «Scusami, è che
sigh
quando si è staccata la gamba
ho pensato che tu
sob
mi avresti considerata un mostro
sniff
» Riuscii a smettere di piangere, anche se avevo ancora la voce roca. «Perché in fondo
è questo che sono. E tu forse preferiresti una ragazza normale, una ragazza che non si deve ricucire addosso gli arti al primo appuntamento
»
«Lucretia
»
In quel momento mi accorsi che Claude si era avvicinato e aveva allungato una mano nell'atto di prendere la mia, anche se non poteva realmente toccarla.
«Lucretia
tu sei la ragazza più bella che abbia mai conosciuto. E se tu ti consideri un mostro
beh, ti sbagli di grosso. Sei solo stata sfortunata, ma se così non fosse stato, noi non ci saremmo mai potuti incontrare, e solo pensarci mi fa stare così male da provare quasi un dolore fisico. Io sono contento di aver avuto la possibilità di conoscerti. È la cosa più bella che mi sia capitata nella mia
seconda vita. E non volìglio che tu pensi una cosa diversa.»
Claude mi aveva appena confessato i suoi sentimenti per me. E sapere di essere ricambiata mi faceva sentire
viva. Non trovavo altre parole per descriverlo.
«Claude
» mi alzai in piedi. «Io, ecco
c'era una cosa che volevo darti questa sera
non so come considererai questo dono, ma ecco
per me ha un grande significato, e volevo darlo ad una persona speciale
ad una persona come te.»
Infilai una mano in uno strappo del vestito e, tastando la parte sinistra del mio petto, riuscii ad estrarre l'oggetto che mi serviva. Lo allungai a Claude. «Anche se non batte più da tempo
credo che sia ancora la parte più importante. E credo dovresti averlo tu.»
Lo osservò cautamente e, con uno sforzo di concentrazione, riuscì a tenerlo sospeso sulla prpria mano. «È il tuo cuore...» disse piano.
Annuii, stringendomi nelle spalle. Non capivo come stava. Era offeso? Disgustato? l'ansia cominciò di nuovo ad assalirmi, ma poi lo vidi sorridere.
«Grazie Lucretia. È bellissimo.»
Lentamente, mentre i raggi del sole cominciavano a fare capolino dalla sommità della collina, Claude appoggiò quel prezioso oggetto vicino alla sua lapide.
«Ci vedremo ancora, domani notte?» chiesi, mentre la luce faceva biadire la sua figura.
Lui mi venne vicino e avvicinò le labbra alla mia frone. E, per un attimo, mi sembrò davvero di sentire un calore propagarsi nel mio corpo dal punto dove mi aveva toccata.
«Ogni notte. Da qui all'eternità.»















Comments
lo adoro tantissimo!°^°
XD
grazie!
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"We all eat an handful of dirt before we die, Annie. Who cares if it tastes like cherries?" - Kat, Gunnerkrigg Court
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Sorry for my awful english.
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My avatar is made by ~CreepyShow
*favfavfavfavfav*
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Quando sono buona sono buona,
Ma quando sono cattiva sono meglio
sono contenta che ti piaccia! perchè a me non piace... T3T
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A parte qualche svista qua e là, ma va beh. xD
*spuccia*
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Quando sono buona sono buona,
Ma quando sono cattiva sono meglio
Eh gia', ci sono diversi errori di battitura ancora...
Ma non preoccuparti, leggibilissimo!!!
Credo sarebbe stato ugualmente romantico e carino che lui avesse detto: "È la cosa più bella che mi sia capitata nella mia morte".
La morte e' molto piu' lunga della vita ed essere il meglio di quel momento eterno...
Anche lo "sforzo di concentrazione" non mi convince... Lei non puo' entrare nella bara di lui e adagiarlo accanto al suo? [su sua richiesta?]
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If all the great books have been written,
If all the great sentences have been uttered, [...]
I wonder, what will YOU do, guys?
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Jovanotti [Italian songer]
uffa, per correggre un racconto dovrei rileggerlo tre volte a distanza di una settimana l'una, altrimenti gli errori non li trovo proprio...
comunque tieni conto che l'ho finito quasi a mezzanotte, ero completamente guidata dall'istinto...quasi non mi ricordo di averlo scritto...
ho una spiegazione per il finale: lucretia ha gli snodi fragili. non sarebbe mai in grado di prendere in mano una pala e disseppellire un morto X3
però fa pena lo stesso...
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comunque uno l'ho beccato: fontanello
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Se vuoi aiuto, sono brava a trovare gli errori. xD *deformazione profassionale*
perciò prei un giglio
che entre ed esce
E poi mi sembra vada bene x°D
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Quando sono buona sono buona,
Ma quando sono cattiva sono meglio
e io sono la fissata con la grammatica... (chiedi ai miei amici, ogni tanto vorrebbero tirarmi una badilata in testa)
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